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Città di  Santa Severina

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Chiesa di Sant'Anna

La chiesa si trovava vicino alla porta della Grecìa. Nel 1559, durante la visita del vicario Cerasia, il cappellano era Don Victorius Sfalanga. Il beneficio di ius patronato era della famiglia Sfalanga e comprendeva cinque case (una sotto Santa Anna, una alla Grecìa, una nella cappella di San Giovanni Battista e due in piazza) e un vigneto in località "Ghane". Il vicario ordinò al cappellano di presentare i documenti di concessione e dotazione della chiesa, di far dipingere un’immagine della santa presso l’altare e di riparare il tetto. Il titolo della chiesa è legato agli Albanesi, poiché Santa Anna era la loro patrona, e si collega alla porta vicina e al quartiere della Grecìa.

A metà Settecento, non aveva celebrazioni regolari e riceveva poche donazioni, quindi le messe si tenevano solo il giorno della sua festa. Era gestita per devozione dal canonico Francesco Antonio Godano. Alla fine del Settecento, la chiesa era ancora in funzione e si trovava vicino a quella di San Nicola.

Attualmente la chiesa di Sant'Anna presenta un'ingresso con alcuni scalini che aprono ad una vista mozzafiato sulla valle sottostante. La facciata è caratterizzata da un portoncino, una finestra soprastante e in parallelo un piccolo campanile, come tutto il resto dell'edificio ha subito un restauro semplice ma elegante. L'interno, di minute dimensioni, è completamente vuoto con un piccolo altare in fondo all'unico navata.

Nonostante sia stata costruita su una grande roccia, che ancora oggi caratterizza il luogo, la chiesa è chiusa al pubblico da molti anni per inagibilità strutturale.

La chiesa dell'Addolorata
L'edificio sconsacrato della chiesa dell'Addolorata risale al 1036 secondo un'epigrafe conservata nel Museo Diocesano di arte sacra, secondo alcuni studiosi si ipotizza fosse la prima cattedrale di Santa Severina. La costruzione dell'impianto architettonico è da attribuire al tardo periodo bizantino, che era impostato con una navata centrale e due, più piccole laterali. Dal XVII secolo la chiesa fu protagonista di notevoli modifiche che rielaborarono l'assetto, con diversi cambiamenti che continuarono per tutto il Settecento.
Attualmente la chiesa dell'Addolorata versa in condizioni critiche, chiusa al pubblico da circa 45 anni, viene aperta sporadicamente per visite occasionali. Di recente è stato ripristinato il tetto pericolante, oltre ricevere una ristrutturazione alle mura esterne, compresa la facciata, la quale presenta un portale settecentesco con volute decorative sull'architrave e due finestre di stile barocco ai lati. Il campanile ospitava la più antica campana di Santa Severina del maestro "ANDREAS", ora esposta nel Museo Diocesano. L'interno della chiesa, è caratterizzato da una navata centrale con il soffitto ligneo decorato a motivi vegetali e la raffigurazione al centro della colomba dello Spirito Santo, due cappelle laterali con altari in cattive condizioni e un presbiterio fatiscente che rimanda ad antichi fasti settecenteschi. Ci sono tracce di dipinti murali raffiguranti finte finestre e drappi azzurri che scendono dalle pareti. Sul lato destro vi è una sorta di ripostiglio con armadi e scaffalature in legno, ormai difficilmente recuperabili, insieme ad alcuni apparati effimeri raccolti ad un angolo dell'ambiente.
La chiesa dell'Addolorata, denominata in passato anche "Santa Maria la Magna", era una chiesa importante, centro religioso nel cuore del centro storico di Santa Severina, in cui vi erano conservate molte opere pittoriche e scultoree, fortunatamente salvate dall'incuria e oggi conservate ed esposte, nel Museo Diocesano di arte sacra.
Di recente la chiesa è rientrata nei luoghi FAI, con aperture calendarizzate che hanno avuto un importante successo di pubblico, e negli anni passati è stata la location per diversi concerti di musica classica, anche nello spazio antecedente l’ingresso che funge da piccolo cortile.

Santa Severina, è un luogo ricco di storia e di bellezze artistiche nella provincia di Crotone, annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”. L’origine del nome è ancora oggi oggetto di studi, i quali per la maggior parte attribuiscono questo luogo all’antica Siberene, città degli Enotri, che con il passare dei secoli e dei popoli ha subito delle evoluzioni toponomastiche. Con l’arrivo dei Romani si trasforma in Severiana, con la dominazione bizantina si è aggiunto l’appellativo Aghìa (Santa) Severiana, ed infine con la conquista normanna si è tradotto in latino l’attuale nome: Santa Severina, che è rimasto tale fino ai nostri giorni e annoverato in importanti documenti e mappe geografiche storiche. Altri studi propongono invece, che il nome è da sempre Santa Severina, dovuto alle conquiste agarene della città, altri ancora suggeriscono come antica denominazione: Nicopoli.
Il cuore pulsante turistico culturale del borgo di Santa Severina è il Castello, con la sua imponente struttura formata da quattro torri e bastioni, domina il borgo dall'alto di una roccia millenaria. La sua posizione offre una vista spettacolare sull'intera vallata, che si estende dai monti della Sila fino al Mar Ionio. La sua importanza storica è legata anche al fatto che sono state rinvenute tracce architettoniche e reperti archeologici connessi a varie popolazioni del passato: enotri, brettii, greci, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini e aragonesi. Nelle sale nobiliari sono ancora visibili i dipinti settecenteschi di Francesco Jordano e di una bottega legata all’accademia dell’Arcadia. Annoverato tra i castelli meglio conservati dell’Italia meridionale, ormai da anni è la meta principale per migliaia di visitatori nazionali ed internazionali.
La piazza principale di Santa Severina, Piazza Campo, è un vero gioiello di arte e simbolismo. La pavimentazione è un'ellisse che rappresenta l’universo, con al centro una rosa dei venti e l’occhio della conoscenza, che rimanda ad un sistema antropologico. La piazza ospita ogni anno la Festa Medievale di Santa Severina, una rievocazione storica con cortei, cavalieri, danze e combattimenti in costume d'epoca, oltre ad essere il salotto del paese.
Il borgo di Santa Severina conserva anche numerose chiese di grande interesse storico e artistico, tra cui la Cattedrale di Sant'Anastasia, caratterizzata da una facciata di epoca barocca. All’interno, vi sono diverse opere d’arte: il crocifisso ligneo datato fine XV inizi XVI secolo e un affresco rappresentante la Madonna della Calabria con Gesù Bambino, San Francesco di Paola e l’abate Gioacchino da Fiore.
Il Battistero di Santa Severina datato tra il VII e il IX secolo, è un'opera architettonica di origine bizantina, tra le più antiche e meglio conservate della Calabria. L’impianto circolare con otto colonne, la cupola, i pochi affreschi rimasti, lo rendono un luogo di grande fascino e spiritualità. La chiesetta di Santa Filomena o “Pozzoleo” un esempio di architettura sacra che risale al periodo compreso tra il XI ed il XII secolo d.C. Su uno dei lati esterni dell'edificio sacro, si aprono due bei portali d'ingresso ad arco acuto, decorati con motivi floreali e a tenaglia.
Il Museo Diocesano di Arte Sacra di Santa Severina conserva una ricca collezione di dipinti, sculture e oggetti sacri, testimonianze della storia e della cultura religiosa del territorio. Tra le opere più significative del museo, spiccano la Madonna con Gesù Bambino attribuita a Ludovico Mazzanti, il braccio reliquiario, la statua in argento e la tela di Santa Anastasia, (Patrona di Santa Severina) oltre ad un archivio e una biblioteca di notevole importanza. Il museo ospita anche una sezione dedicata alla scultura, con opere in legno e in pietra che spaziano dal periodo bizantino al XIX secolo, e una sezione dedicata ai paramenti sacri, con una collezione di tessuti e abiti liturgici di grande pregio.
Santa Severina è avvolta dalla natura, infatti nel suo patrimonio ambientale va annoverato Monte Fuscaldo, la parte più alta del Marchesato crotonese con presenze di fauna e flora importanti per la “macchia mediterranea”, oltre al leggendario fiume Neto (Neaithos), il quale conserva un importante ecosistema del territorio e da poco accompagna la ciclopedonale definita proprio della Valle del Neto.

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UFFICIO POSTALE
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-FESTA DI CARNEVALE

Data: 28 Febbraio Luogo: Piazza del Borgo

Descrizione: Celebrazione del Carnevale con sfilate di carri in maschere, balli e cibo tradizionale.

 

-FESTA DELLE ARANCE

Data: 10 Marzo Luogo: Piazza del Borgo

Descrizione: Degustazione di cibi e bevande a base di arance.

 

-FESTA MEDIEVALE

Data: 01 Maggio Luogo: Piazza del Borgo e Castello

Descrizione: Rievocazione storica medievale con giochi ed esibizioni medievali.

 

-NOTTE ROMANTICA

Data: 26 Giugno Luogo: Piazza del Borgo 

Descrizione: Evento dedicata alle coppie e all'amore con degustazioni, musica, arte, cultura.

 

-FESTIVAL DELLA POESIA

Data: 02 Settembre Luogo: Piazza del Borgo 

Descrizione: Evento dedicata alle poesie e libri.

 

-WINE FESTIVAL

Data: 28 Dicembre Luogo: Castello 

Descrizione: Evento dedicata al vino con degustazioni , musica e food, Arte.

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